JUDO BOY

Kurenai Sanshirō — 紅三四郎
  • ANNO DI USCITA: 1969 (Giappone) — 1980 (Italia)
  • TITOLO ORIGINALE: Kurenai Sanshirō (紅三四郎)
  • MANGA ORIGINALE: Tatsuo Yoshida (Shōnen Sunday / Shōnen Jump)
  • REGIA: Ippei Kuri
  • PRODUZIONE: Tatsunoko Production
  • RETE ORIGINALE: Fuji TV (2 aprile — 24 settembre 1969)
  • NUMERO EPISODI: 26 (circa 24 min. l'uno)
  • GENERE: Arti marziali / Azione / Avventura / Shōnen
  • PROTAGONISTA: Sanshiro Kurenai (doppiato in Italia da Renzo Stacchi)
  • COMPAGNI: Ken (il piccolo orfano) e Bobo (il cane fedele)
  • DOPPIAGGIO IT.: Edizioni Miguel — Direzione: Antonia Forlani
  • TRASMISSIONE IT.: Emittenti locali (1980), poi Telemontecarlo (TMC)
🏞 TRAMA & PERSONAGGI

Il Giappone del 1969 regala all'animazione mondiale uno dei suoi eroi più singolari: Sanshiro Kurenai, un giovane judoka dal kimono rosso sangue che solca il mondo in sella alla sua moto, spinto da un'unica, bruciante ossessione. Qualcuno ha assassinato suo padre — un grande maestro di arti marziali — e l'unico indizio lasciato dall'assassino è un occhio di vetro perso durante il duello fatale.

Sanshiro non è il classico eroe sorridente. È un ragazzo segnato dal dolore, spesso sull'orlo di cedere alla rabbia e alla vendetta cieca. Ogni episodio lo mette di fronte a un nuovo avversario — maestri di arti marziali provenienti da ogni angolo del mondo — che potrebbe essere o nascondere il misterioso assassino. La struttura è episodica ma emotivamente cumulativa: ogni sconfitta e ogni vittoria lasciano un segno nell'anima del protagonista.

Ad accompagnarlo nel viaggio ci sono Ken, un piccolo orfano tenero e irriverente che diventa la sua famiglia adottiva, e Bobo, il fedele cane che con il suo istinto animale spesso salva la situazione nei momenti più critici. Questi due personaggi fungono da ancora emotiva: senza di loro, Sanshiro sarebbe già precipitato nell'abisso della vendetta totale.

Il kimono rosso è l'elemento visivo più iconico della serie: cucito dalla madre di Sanshiro, è tanto un simbolo d'amore materno quanto un mantello da guerriero. Il rosso del kimono — il rosso del sangue, del fuoco, della determinazione — è il colore che contraddistingue tutti gli eroi Tatsunoko più amati: non a caso, Hurricane Polimar condivide lo stesso spirito cromatico.

La serie si conclude senza un vero finale: Sanshiro non trova il suo uomo. È una scelta narrativa che in occidente avrebbe fatto gridare allo scandalo, ma che in Giappone riflette la tradizione del viaggio interiore come fine a se stesso — il dō, "la via", è più importante della destinazione.

💡 CURIOSITÀ & DEEP NERD

◆ La firma di Tatsuo Yoshida — Judo Boy è tratto dall'omonimo manga di Tatsuo Yoshida, il genio fondatore di Tatsunoko Production. Lo stesso Yoshida è il padre creativo di Gatchaman e di moltissimi altri classici dello studio. Judo Boy è però tra le sue opere più personali: il tema della vendetta cercata attraverso le arti marziali riflette la sua profonda ammirazione per il codice d'onore nipponico.

◆ La voce di Mitsuko Horie — Nella versione giapponese originale, la sigla di chiusura della seconda metà della serie è interpretata da una giovanissima Mitsuko Horie: la celebre e leggendaria cantante nipponica che negli anni successivi darà voce alle sigle originali giapponesi di innumerevoli classici. Spesso si credeva erroneamente che avesse cantato la sigla italiana di Goldrake (che in realtà è opera di Alberto "Michel" Tadini e degli Actarus).

◆ Il finale impossibile — Judo Boy è uno dei rarissimi anime degli anni '60 a non avere un finale conclusivo: Sanshiro non trova mai l'assassino di suo padre nel corso dei 26 episodi. Questo epilogo aperto era intenzionale: il manga di Yoshida era ancora in corso di pubblicazione quando la serie televisiva terminò. Per i fan italiani che lo scoprirono nelle emittenti locali negli anni '80, fu una sorpresa amara — e una delle prime esperienze di "anime senza fine" della storia della televisione italiana.

◆ Due sigle per due anime diverse — L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver prodotto due sigle italiane distinte per la stessa serie. La prima (Mario Balducci, testo di Andrea Lo Vecchio, musica di Detto Mariano) fu creata per le emittenti locali nel 1980; la seconda (Antonio Galbiati, musica di Silvio Amato) fu realizzata appositamente per le repliche su Telemontecarlo. Stessa storia, due identità sonore completamente diverse.

◆ Il precursore dei protagonisti vendicatori — Sanshiro Kurenai anticipa di oltre un decennio l'archetipo che renderà celebre Ken il Guerriero e Dragon Ball: il giovane guerriero solitario che viaggia affrontando avversari sempre più forti, spinto da una ferita interiore che non guarirà mai del tutto. Judo Boy è la radice di un albero genealogico immenso.

◆ Il rosso come identità Tatsunoko — Il kimono rosso di Sanshiro non è casuale. La Tatsunoko Production ha sempre usato il rosso come colore degli eroi destinati a portare un peso emotivo: lo stesso cromismo si ritrova in Hurricane Polimar, in Tekkaman e, in forma diversa, in Gatchaman. Il rosso Tatsunoko non è il rosso della potenza — è il rosso del sacrificio.

◆ L'occhio di vetro: un MacGuffin geniale — L'occhio di vetro lasciato dall'assassino è uno dei MacGuffin più eleganti dell'animazione anni '60: un oggetto concreto, fisicamente presente nella tasca del protagonista, che funge da bussola narrativa per ogni episodio. Sanshiro lo mostra a chiunque incontri, sperando che qualcuno lo riconosca. Una soluzione narrativa semplicissima ma di straordinaria efficacia emotiva.

DOMANDE E RISPOSTE (FAQ)

Quiz & Curiosità su Judo Boy
Quanti episodi compongono la serie animata Judo Boy?
La storica serie anime prodotta dalla Tatsunoko Production nel 1969 e approdata in Italia nel 1980 è composta da un totale di 26 episodi.
Qual è l'unico indizio che Sanshiro possiede per rintracciare l'assassino di suo padre?
Se avessi letto attentamente la sezione Trama qui sopra sapresti che l'unico indizio è un misterioso occhio di vetro perso dall'assassino con un occhio solo durante lo scontro mortale con il padre di Sanshiro!
Chi è il celebre maestro della musica italiana che ha composto la storica prima sigla?
La celeberrima prima sigla del 1980 ("Judo Boy, eccolo qua...") è stata composta e arrangiata dal leggendario maestro Detto Mariano, con testo di Andrea Lo Vecchio e interpretata dal gruppo dei Judo Boy (con Mario Balducci).
Chi sono i tre fratelli fondatori della Tatsunoko legati alla creazione dell'opera?
L'opera è nata dal genio dei fratelli Yoshida: Tatsuo Yoshida (autore del manga originale e fondatore dello studio), affiancato da Kenji Yoshida e Ippei Kuri (pseudonimo di Toyoharu Yoshida), che ne curò la regia e il design.
Quale celebre mossa finale di arti marziali contraddistingue i combattimenti di Sanshiro?
Nei momenti decisivi, Sanshiro lancia in aria il suo kimono rosso per disorientare e accecare l'avversario prima di afferrarlo e scagliarlo a terra con una devastante proiezione di judo / jujitsu.
🎵 SIGLA & VIDEO

La sigla italiana di Judo Boy fu composta nel 1980 in occasione della prima trasmissione sulle emittenti locali italiane. Il testo, scritto da Andrea Lo Vecchio, cattura perfettamente la doppia anima del protagonista: guerriero implacabile e ragazzo ferito dalla perdita del padre. La musica è di Detto Mariano, con la voce principale di Mario Balducci e il coro dei Piccoli Cantori di Nini Comolli.

Esiste inoltre una seconda versione della sigla, realizzata appositamente per le repliche su Telemontecarlo (TMC), cantata da Antonio Galbiati su musica di Silvio Amato, con un arrangiamento dal sapore più pop rispetto all'originale.

Sulla mia moto corro presto,
lo troverò quel maledetto
e con un colpo mio mortale
vedrai gliela farò pagare,
ragazzo tu non mi seguire,
rispetta questo mio dolore.

Judo boy, Judo boy,
sappiamo che per te ha importanza,
Judo boy, Judo boy,
ma non usare la violenza,
Judo boy, Judo boy,
il tuo dolore ti ha accecato,
Judo boy, Judo boy,
non diventare come lui.

Ti ucciderò con tutti i mezzi,
quell'uomo voglio fare a pezzi
e certo non avrò paura,
qualunque sia la mia avventura,
ragazzo tu non mi seguire,
rispetta questo mio dolore.

Judo boy, Judo boy,
sappiamo che per te ha importanza,
Judo boy, Judo boy,
ma non usare la violenza,
Judo boy, Judo boy,
il tuo dolore ti ha accecato,
Judo boy, Judo boy,
non diventare come lui.

Titolo: Judo Boy  |  Testo: Andrea Lo Vecchio  |  Musica: Detto Mariano  |  Voce: Mario Balducci e Piccoli Cantori di Nini Comolli  |  Anno: 1980