IL BAMBINO PINOCCHIO

DATI TECNICI DELLA PRODUZIONE FIABESCA
  • Titolo Originale: ピコリーノの冒険 (Piccolino no Bōken - Le avventure di Piccolino)
  • Anno di Produzione: 1976 (In Italia: 1982)
  • Studio di Animazione: Nippon Animation (Apollo Film / ZDF / ORF)
  • Regia: Shigeo Koshi, Hiroshi Saitō
  • Numero Episodi: 52 (Serie Completa)
  • Genere: Kodomo, Fiabesco, Avventura Formativa
  • Rete Italiana: Canale 5, Italia 1, Rete 4
  • Opera Originale: Tratto da "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi

LA STORIA DI UN BURATTINO

Tra allegria, marachelle e voglia di crescere

L'anime conosciuto in Italia come Il bambino Pinocchio (il cui titolo originale giapponese significa "Le Avventure di Piccolino") rappresenta uno degli adattamenti animati più amati e ricordati della celeberrima opera letteraria di Carlo Collodi. Prodotto nel 1976 dalla Nippon Animation in collaborazione con le emittenti europee ZDF e ORF, il cartone animato approda sulle reti italiane all'inizio degli anni '80 riscuotendo un successo travolgente, grazie alla sua freschezza e al tono accessibile ai più piccoli.

La Trama e i Personaggi

La storia ripercorre fedelmente, ma con una sensibilità più dolce e fiabesca rispetto ad altre versioni, le disavventure del famoso burattino di legno creato dalle sapienti mani del falegname Geppetto. Animato dalla magia benevola della Fata Turchina (che in questa serie assume sin da subito un ruolo quasi materno), Pinocchio inizia il suo lungo e impervio percorso per diventare un essere umano in carne ed ossa.

A fargli da "coscienza pedagogica" troviamo il grillo parlante, ma soprattutto Gina la papera (una creatura ideata appositamente dalla Nippon Animation) e l'esuberante picchio Rocco. Ad ostacolare la sua crescita verso l'onestà e l'ubbidienza ci penseranno, come da tradizione, gli iconici lestofanti del Paese dei Balocchi: in primis Il Gatto e la Volpe, pronti ad architettare simpatiche ma nocive truffe, ma anche il burbero Mangiafuoco.

Attraverso i 52 episodi della serie, il "burattino sciocco" dipinto negli indimenticabili versi della canzone affronterà le classiche insidie dell'infanzia raccontate da Collodi: dalla metamorfosi in asino, fino all'incontro con il temibile ma epico mostro marino (spesso raffigurato come una maestosa balena nello stereotipo animato). Rispetto al tono spesso cupo e gotico del romanzo cartaceo, l'anime privilegia atmosfere edulcorate pur mantenendo un eccellente valore educativo per i bambini degli anni '80.

SEGRETI DI LEGNO

Aneddoti Nerd, Curiosità e Confusione di Titoli
1. Il "Caso" dei Due Pinocchio Animati

Molti bambini degli anni '80 ignorano che in Italia sono state trasmesse ben due versioni anime completamente diverse di Pinocchio nel giro di pochi anni! Nel 1972 la mitica Tatsunoko realizzò "Le nuove avventure di Pinocchio" (Kashi no Ki Mokku), un anime dai toni scurissimi, drammatici e, a tratti, quasi horror. Nel 1976 invece, la Nippon Animation creò questa versione (Piccolino no Bōken) molto più leggera e infantile. Ad aver cementato questa seconda versione nella memoria collettiva, oscurando quasi la prima, ha contribuito in maniera determinante l'omonima sigla capolavoro cantata da Cristina D'Avena.

2. L'aggiunta di "Gina la Papera"

Una delle differenze più spiccate rispetto al libro del Collodi è la presenza di comprimari "non canonici". La saggia ma pasticciona papera Gina e l'amico picchio svolgono una funzione di coscienza parlante affiancando e spesso soppiantando il ruolo del classico Grillo Parlante. Questa scelta fu dettata dall'esigenza di alleggerire il cast affiancando anime animali dalla forte simpatia visiva.

3. Un World Masterpiece Theater... ufficioso

Vista la regia affidata a maestri come Hiroshi Saitō (che ha lavorato, tra gli altri, su Vicky il Vichingo e L'Ape Maia) e l'estetica tipica del filone "europeo", molti credono che la serie faccia parte del celebre World Masterpiece Theater (Meisaku). In realtà la serie è nata dallo stesso team produttivo ma, trattandosi di una co-produzione con le tv di lingua tedesca (come accaduto per Ape Maia), non è annoverata nel canone ufficiale della Nippon Animation dedicato ai grandi romanzi letterari, pur essendone considerata da tutti una stretta parente nobile.

4. Il Testo Didattico e lo Spelling

Il bellissimo ritornello elaborato da Luciano Beretta è uno dei rari esempi di canzone per bambini della prima serata in cui la metrica musicale funge anche da "spelling" e riassunto per la memoria infantile: (Pi-No... Ge-Pi... Man-Gia... Fa-Ti), finendo addirittura con lodare esplicitamente "Col-Lo-Di", per ricollegare definitivamente l'icona animata giapponese al suo legittimo ed immortale autore italiano. Puro genio compositivo di Augusto Martelli.

DOMANDE E RISPOSTE

Mettiti alla prova
Quante serie animate di Pinocchio sono arrivate in Italia in quel periodo?
Ne sono arrivate ben due, spesso confuse tra loro! Questa della Nippon Animation (1976), dai toni allegri e fiabeschi, e una precedente prodotta dalla Tatsunoko (1972) intitolata "Le nuove avventure di Pinocchio", che invece aveva atmosfere molto più cupe, drammatiche e a tratti quasi horror.
Bambino Pinocchio fa parte della celebre collana World Masterpiece Theater?
No. Sebbene sia stata realizzata dallo stesso talentuoso team produttivo (tra cui il regista Hiroshi Saitō) e ne condivida lo stile estetico, non è annoverata nel canone ufficiale dei "Meisaku", essendo nata come una co-produzione con emittenti tedesche e austriache.
Certo che se avessi letto la sezione delle curiosità, sapresti già che è un'opera "ufficiosa" e non canonica. Ti perdono solo perché hai la memoria di legno!
Quali sono i compagni di viaggio inediti introdotti in questo anime?
Per alleggerire la narrazione e renderla più simpatica per i bambini, oltre al classico Grillo Parlante sono stati introdotti due personaggi "non canonici": la saggia ma pasticciona papera Gina e l'esuberante picchio Rocco.
Chi canta la famosissima sigla italiana del cartone?
L'indimenticabile sigla "Bambino Pinocchio" (pubblicata nel 1982) è interpretata da una giovanissima Cristina D'Avena.
Scusa, ma sei atterrato su questo sito per caso? Abbiamo dedicato un'intera pagina alla sigla e al testo, che ti dice chiaramente chi la canta! Meno male che non ti cresce il naso quando fai finta di aver letto tutto!
In che modo geniale viene omaggiato l'autore del romanzo originale all'interno della sigla?
Grazie all'inventiva del paroliere Luciano Beretta e del maestro Augusto Martelli, il ritornello finale della sigla si trasforma in un vero e proprio spelling didattico che si conclude con le sillabe "Col-Lo-Di", in modo da insegnare ai bambini il nome del legittimo autore del capolavoro, Carlo Collodi.

SIGLA ITALIANA

Cristina D'Avena - Bambino Pinocchio (1982)
  • Voce Principale: Cristina D'Avena
  • Testo: Luciano Beretta
  • Musica: Augusto Martelli
  • Pubblicazione: 1982 (Etichetta Five Record)

C'era una volta un falegname,
che non avendo un figlio vicino,
prese un bel tronco dal suo legname,
per costruirsi un burattino.

Tagliò quel legno con grande cura,
tutta una notte fino al mattino,
e poi fu preso dalla paura,
quando quel legno chiamò... "Papino!"

La voce veniva dal tronco di pino,
ormai trasformato in un burattino,
così che Geppetto strizzandogli l'occhio,
chiamò il burattino... Bambino Pinocchio!

Ormai tutto il mondo conosce la storia,
si legge, si ascolta e si impara a memoria.
Ha ormai cento anni, ma è sempre attuale.
Evviva Pinocchio, bambino speciale!

Pi-No... e dopo strizza l'occhio,
così che per intero tu leggerai Pinocchio.
Ge-Pi... e aggiungi un cuore in petto,
ed ecco il nome vero del buon papà Geppetto.

Man-Gia... e accendi un grosso fuoco,
così dal fumo nero è nato Mangiafuoco.
Fa-Ti... e dopo aggiungi Na...
ed ecco la fatina azzurra di bontà!

Pi-No... da un burattino sciocco,
è nato un bel bambino che chiamasi Pinocchio.
Vol-Pe... e il suo compagno matto,
dal pelo tutto a zero è il malandrino Gatto.

Gril-Lo... sapiente nella scienza,
col suo parlar sincero che scuote la coscienza.
Col-Lo... e dopo aggiungi Di...
è l'inventor dei nomi che abbiam cantato qui!

Col-Lo... e dopo aggiungi Di...
è l'inventor dei nomi che abbiam cantato qui...
Che abbiam cantato qui!!!