I PUFFI

  • Titolo originale: The Smurfs (in francese Les Schtroumpfs)
  • Titolo italiano: I Puffi
  • Creatore originale: Peyo (pseudonimo dell'autore belga Pierre Culliford, apparvero la primissima volta nel 1958 e al cinema con un corto nel 1961)
  • Casa di produzione: Hanna-Barbera Productions e SEPP International S.A.
  • Anno di produzione: Dal 12 settembre 1981 al 7 dicembre 1989 (Usa)
  • Prima TV in Italia: Anni '80 in principio su TV private locali, poi Canale 5 (1982) e il leggendario acquisto permanente di Italia 1 (1983).
  • Genere: Kids / Fantastico, Commedia, Magia, Avventura
  • Numero stagioni trasmesse: 9 Stagioni storiche e una serie di corti animati cinematografici precedenti.
  • Numero totale degli episodi: 256 episodi (pari a 422 lunghi epiloghi) animati tra il 1981 e il 1989.

LA SIGLA

Le sigle dedicate ai Puffi sono state un fenomeno discografico e sociale senza precedenti in Italia. Negli anni d'oro '80, venivano prodotte regolarmente nuove e orecchiabilissime tracce (sempre della magnifica voce di Cristina D'Avena) in base alle repliche e alle nuove stagioni, collezionando milioni di dischi venduti in formato 45 giri! Da "I Puffi" (la classicissima) a "I Puffi sanno...", "Amici Puffi", fino a "Puffa un po' d'arcobaleno".

Tra queste, a restare scolpita nel nostro DNA Nerd è soprattutto la mitica prima sigla cantata da Cristina D'Avena (Canzone dei Puffi, 1982). Vi proponiamo di seguito il testo completo di questa magica e indimenticabile canzone:
Chi siano non lo so, gli strani ometti blu, sono alti suppergiù: due mele e poco più! Noi Puffi siam così, noi siamo tutti blu, puffiamo suppergiù due mele e poco più... Vivono via da qui, nell'incantata città, riparata dalla terra, dal deserto, dai monti e dal mar. Son case buffe assai, i funghi lì laggiù. Nel bosco le vedrai vicino al fiume blu. Puffiamo noi laggiù, i funghi buffi assai. Puffarli tu potrai vicino al fiume blu. Hanno un ponte che poi attraversano per ricercar nella foresta quel che più gli serve e più gli va. E via dalla città, amici hanno già, e senza esitar li vanno a trovar. (Gargamella) "Maledetti Puffi! Vi avrò, e vi ridurrò in purè!" Ma i Puffi hanno già trecento volte e più scacciato questi qua lontan dalla città. Il Grande Puffo però trasformare sa già un Puffo assai cattivo in un Puffo che puffa bontà. Noi Puffi siam così, noi siamo Puffi blu, puffiamo suppergiù due mele e poco più. La la la la la-la La la la la la-la La la la la la-la La la la la la-la...

TRAMA

Immersi in una foresta incantata e nascosta agli occhi degli esseri umani, vivono i Puffi (in originale "Schtroumpf"), pacati e laboriosi ometti di colore blu, "alti due mele o poco più". La loro casa è un pittoresco villaggio costruito all'interno di grossi funghi scavati e arredati, un luogo segreto dove la magia è di casa e la vita scorre serena scandita dal lavoro nei campi, i canti ("la la la la la-la") e le festicciole. Tutti i Puffi, ad eccezione di Grande Puffo (il saggio leader), sembrano pressoché identici: pelle blu, pancia rotonda, pantaloncini e il caratteristico cappello bianco di foggia frigia. Tuttavia, ogni Puffo ha un nome che ne descrive esattamente la personalità o la sua peculiarità principale. Tra i più amati troviamo:
  • Grande Puffo: La guida saggia, paterna e magica della comunità. Si distingue da tutti gli altri per i suoi abiti rossi e la sua vistosa barba bianca.
  • Puffetta: Per molto tempo l'unica femmina del villaggio, bellissima, bionda e sempre corteggiata da tutti.
  • Quattrocchi: L'intellettuale insopportabile del villaggio. Con i suoi occhialoni indossa la maschera del saccentello, citando a sproposito le presunte regole di Grande Puffo, finendo perennemente scaraventato fuori dal villaggio con un calcio volante.
  • Golosone: Il cuoco ufficiale, sempre pronto a preparare torte di salsapariglia... e a mangiarsene metà lungo il tragitto!
  • Burlone: L'instancabile "troll" del villaggio, famoso per regalare pacchi dono con la miccia accesa pronti a esplodere in faccia al malcapitato di turno!
  • Brontolone: Il pessimista cosmico del gruppo. Il suo intercalare iconico è "Io odio i [sostantivo a caso]!".
  • Forzuto: L'atleta massiccio, riconoscibile dal tatuaggio a cuore sul braccio, sempre in palestra o a compiere lavori pesanti.
La tranquillità di Pufflandia è perennemente minacciata da un solo, ossessivo nemico: Gargamella (un infido, povero e sgangherato mago dalle vesti logore) accompagnato dalla sua spietata ma sfortunatissima gatta Birba (Azrael). L'obiettivo di Gargamella originariamente era uno solo e oscuro: catturare i Puffi per bollirli nel calderone! Una loro particolare essenza bio-chimica infatti era l'ingrediente mancante segreto di una formula alchemica potentissima per... trasformare il piombo in oro zecchino! Nel corso della serie l'ossessione del mago si trasformerà più genericamente nella voglia di vendicarsi, mangiarli in zuppa o semplicemente distruggere il loro villaggio, ma grazie al lavoro di squadra, all'astuzia fanciullesca e alla magia benevola di Grande Puffo, i piccoli ometti blu riescono sempre a trionfare sul perfido mago in mondi ricchi di avventure, draghi, cicogne espresso, Madre Natura e Padre Tempo.

CURIOSITÀ

  • L'origine casuale del nome "Schtroumpf": Sapete come è nato il nome originale belga dei Puffi? Era il 1958 e Peyo stava pranzando con un suo caro collega fumettista. Distrattamente gli chiese di passargli il sale ma, non ricordandosi sul momento la parola, esclamò indicandolo: «Passe-moi le... le Schtroumpf!» (passami lo strumf!). Il collega scoppiò a ridere e rispose: «Tieni, ecco il tuo Schtroumpf...» inventando uno scherzoso linguaggio in codice durato per tutto il pranzo. Quella parola divenne prima la radice del loro idioma (tutt'oggi "puffare" si usa come verbo universale) e poi il nome della razza stessa!
  • Perché in Italia si chiamano Puffi? Quando il fumetto approdò da noi negli anni '60, le traduzioni letterali di "Schtroumpf" sembravano cacofoniche o riconducibili a termini dialettali volgari (come nel dialetto ligure o milanese). Pertanto la redazione italiana decise di affidarsi all'aggettivo bonario e tondo "Buffo", da cui nacque per assonanza la memorabile dolcezza della parola Puffo!
  • La finta origine magica di Puffetta: Potreste credere che Puffetta sia sempre esistita come fidanzatina della comunità, ma l'originaria vera storia dei fumetti (e dei primissimi episodi animati) è ben più tragica! Puffetta è stata creata artificialmente nei laboratori del malvagio Gargamella utilizzando creta magica e un incantesimo malefico. Lo scopo? Infiltrarla nel villaggio, farla innamorare a ripetizione dei puffi ingenui per poi scatenare una furiosa guerra civile per la gelosia e distruggere Pufflandia! In origine Puffetta aveva i capelli neri; fu la stregoneria pura di Grande Puffo a risanarne l'anima e a trasformarla nell'iconica biondina dal cuore adorabile che tutti conosciamo.
  • La censura del Colore Nero: In uno dei primissimi racconti originali di Peyo, chiamato "I Puffi Neri", un'epidemia terribile causata dal morso di una mosca rendeva i Puffi di colpo neri, rabbiosi e privi di intelligenza (diventavano in pratica degli zombi-puffi!). Per la serie TV americana anni '80 della Hanna-Barbera, i produttori censurarono categoricamente tale variante, terrorizzati che il colore nero associato alla malvagità zombificata potesse sembrare, alle famiglie, un deprecabile richiamo razzista. Il colore degli zombi fu virato infatti nel viola!
  • L'oro alchemico: L'obiettivo del cattivo Gargamella di fondere i puffi nel calderone deriva non da esigenze gastronomiche per cena... ma da antichissime credenze medievali! Secondo formule magiche dimenticate, l'infuso ricavato dai piccoli esseri incantati sarebbe stato il catalizzatore necessario alla Pietra Filosofale per completare con successo la "trasmutazione del metallo grezzo o piombo in oro massiccio", risolvendo per sempre i problemi economici e lo squallore in cui viveva il mago con la gatta Birba!

DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

Perché in origine Gargamella voleva catturare i Puffi?

Se avessi letto con attenzione la Trama e le Curiosità qui sopra, sapresti che non voleva semplicemente mangiarli in zuppa, ma bollirli nel calderone per estrarre la loro essenza bio-magica: l'ingrediente alchemico segreto per la Pietra Filosofale e trasformare il piombo in oro zecchino!

In quale fumetto debuttarono i Puffi per la prima volta?

I Puffi non nacquero con una serie propria, ma debuttarono come comprimari nel 1958 sul settimanale belga Spirou all'interno della saga medievale John e Solfamì (Johan et Pirlouit) nell'avventura Il flauto a sei puffi (La flûte à six trous), creata da Peyo.

Quali sono le voci storiche italiane di Grande Puffo e Gargamella?

Nel corso delle 9 stagioni Hanna-Barbera il cast ha subito vari avvicendamenti: la voce più iconica e longeva di Grande Puffo è stata quella del maestro Arturo Dominici (dopo le parentesi di Gino Pagnani e Tonino Accolla), mentre il perfido Gargamella è stato interpretato storicamente da Gastone Pescucci e successivamente da Claudio Sorrentino.

Quanti episodi e stagioni conta la storica serie animata Hanna-Barbera?

La monumentale serie prodotta da Hanna-Barbera Productions tra il 1981 e il 1989 è composta da ben 9 stagioni per un totale di 256 episodi (pari a 422 segmenti narrativi), risultando uno dei cartoni animati più lunghi e di maggior successo della televisione mondiale.

Chi canta le indimenticabili sigle italiane dei Puffi?

La regina indiscussa delle sigle dei Puffi è Cristina D'Avena, che ha interpretato tutti i più grandi successi legati alla serie (da Canzone dei Puffi a I Puffi sanno, fino a Puffa di qua, puffa di là), vendendo centinaia di migliaia di dischi e vincendo molteplici dischi d'oro e di platino negli anni '80.