Zambot 3
  • Titolo originale: Muteki Choujin Zanbot 3 (無敵超人ザンボット3)
  • Genere: Mecha, Fantascienza, Drammatico, Guerra
  • Ideatore e Regista: Yoshiyuki Tomino (con lo pseudonimo di Minoru Yoshiyuki) e Yoshitake Suzuki
  • Studio d'animazione: Nippon Sunrise
  • Character Design: Yoshikazu Yasuhiko
  • Mecha Design: Ryoji Hirayama (Studio Nue)
  • Prima TV Giappone: 8 Ottobre 1977 – 25 Marzo 1978 (Nagoya Broadcasting Network)
  • Prima TV Italia: 1981 (Reti locali)
  • Numero episodi: 23
Trama & Personaggi

Circa duecento anni prima dell'inizio della storia, il pacifico pianeta Biar (o Beal) venne annientato dalla spietata e sconosciuta forza aliena dei Gaizok. I pochi sopravvissuti della famiglia Jin fuggirono sulla Terra, stabilendosi in Giappone, e si divisero in tre rami familiari: i Jin, i Kamie e i Kamikita. Conscia che prima o poi i Gaizok avrebbero raggiunto anche la Terra, la famiglia dedicò secoli a sviluppare tecnologie celate in basi sotterranee, preparandosi all'invasione imminente.

Quando le spaventose armate dei Gaizok, comandate dal crudele cyborg Butcher, giungono nel sistema solare e attaccano il pianeta inviando le mostruose "Mecha Burst", i discendenti dei Jin si rivelano. La difesa della Terra ricade in particolar modo su tre giovanissimi piloti (tutti adolescenti): l'impetuoso Kappei Jin (pilota del modulo Zambird), il maturo e calcolatore Uchuta Kamie (sul modulo Zambull), e la coraggiosa Keiko Kamikita (al comando della navetta Zambase). Unendo i tre veicoli, formano l'immenso e invincibile robot Zambot 3.

A differenza delle classiche trame eroiche e solari dell'epoca, "L'Invincibile Zambot 3" presenta uno scenario cupo, crudo e drammatico. I ragazzi e le loro famiglie, pur combattendo strenuamente e rischiando la vita per difendere il Giappone e l'umanità, si trovano discriminati, odiati e ripudiati dalla stessa popolazione civile terrena, la quale li accusa di essere la vera causa dell'arrivo dei Gaizok e dell'inaudita distruzione che la guerra porta nelle città.

Costretti a vivere come esuli sulla propria terra additati come portatori di sventura, Kappei, Uchuta e Keiko dovranno affrontare non solo i letali mostri meccanici alieni, ma anche l'ostilità e il razzismo dell'umanità, affrontando lutti indicibili, missioni suicide (le cosiddette "Bombe Umane" impiantate in civili innocenti) e scoprendo l'agghiacciante verità finale sullo scopo dell'Armata Gaizok, legata a motivazioni filosofiche sulla distruzione della malvagità insita negli esseri viventi.

Curiosità
  • Il trauma infantile: Trasmessa nei primi anni '80 in Italia su circuiti locali, la serie destabilizzò pesantemente il giovane pubblico nostrano, non abituato a cartoni con trame così tragiche. Le morti di numerosi protagonisti e sopratutto la puntata agghiacciante delle "Bombe Umane" (un vero e proprio capolavoro drammatico della TV giapponese) generarono parecchio scalpore.
  • L'alba del Real Robot: Sebbene il robot Zambot 3 e i Mecha Burst avessero tinte ancora legate al filone dei Super Robot (armi magiche e attacchi plateali esclamati ad alta voce), le tematiche affrontate da Zambot 3 (razzismo, la popolazione civile coinvolta, migrazioni forzate, dubbi morali) posero le basi assolute per il filone del "Real Robot", spianando la strada al colossale e celeberrimo Gundam.
  • Il creatore "Sadico": La serie porta la firma del geniale regista Yoshiyuki Tomino e di Yoshikazu Yasuhiko per i disegni (creatori in seguito dell'epopea spaziale Mobile Suit Gundam). Proprio dopo serie come Zambot 3, Daitarn 3 e Tomino si guadagnò l'affettuoso ma temuto soprannome di "Kill 'em All Tomino" tra gli otaku giapponesi per la sua tendenza a far fare una brutta fine a gran parte del suo cast.
  • Sigla "Scandalosa": Al contrario di praticamente tutte le altre serie robotiche di successo, quando Zambot arrivò in Italia non ebbe alcuna sigla di apertura localizzata con parole italiane e mantenne l'inno originale giapponese (Ike! Zambot 3). Solo a causa della pirateria dell'epoca, alcune emittenti lo misero in onda coprendo la sigla giapponese con estratti musicali casuali.
  • Ostilità e Razzismo: Zambot 3 è il primo anime della storia a infrangere l'idillio tra "Eroe" e "Popolazione Salvata". A differenza di un Goldrake idoltrato dalle folle, qui Kappei e soci vengono letteralmente respinti dalla folla con sassi, striscioni di protesta e insulti da parte della gente terrorizzata che ha perso la casa, rendendo i ragazzi eroi maledetti ed esuli.
Domande e Risposte
Quale soprannome fu dato al regista Yoshiyuki Tomino per la tragica sorte dei suoi personaggi?
Se avessi letto attentamente il box Curiosità qui sopra sapresti che dopo serie crude come Zambot 3 il regista Yoshiyuki Tomino fu soprannominato dagli otaku "Kill 'em All Tomino" proprio per la sua tendenza a uccidere gran parte del cast!
Quale particolarità unica accompagnò la sigla di apertura di Zambot 3 in Italia?
In Italia la serie non ebbe una sigla ad hoc incisa in italiano e venne trasmessa con l'originale inno giapponese "Ike! Zambot 3" cantato da Hiroshi Kohata, caso rarissimo nell'epoca d'oro dei robot.
Quali sono i tre veicoli componibili che formano lo Zambot 3 e chi li guida?
Zambot 3 nasce dall'unione dello Zambird (guidato da Kappei Jin), dello Zambull (pilotato da Uchuta Kamie) e della Zambase (manovrata da Keiko Kamikita).
Chi è il crudele comandante supremo dell'Armata Gaizok?
L'invasione terrestre è guidata dal sadico cyborg Butcher, spietato comandante delle truppe dei Gaizok celebre per le sue atroci macchinazioni d'attacco contro la popolazione.
Quanti episodi comprende la serie e in che anno debuttò in Giappone?
La serie comprende 23 episodi complessivi, prodotti dallo studio Nippon Sunrise nel 1977, ed è arrivata sulle reti televisive locali italiane a partire dal 1981.
La Sigla Originale Giapponese

Unica tra le grandi saghe robotiche trasmesse in Italia all'alba degli anni '80 (assieme a Daitarn 3 e a pochissime altre eccezioni), Zambot 3 è andato in onda conservando integralmente la propria fantastica sigla di apertura originale giapponese: "Ike! Zanbotto 3".

  • Titolo: Ike! Zanbotto 3 (行け!ザンボット3 / Vai! Zambot 3)
  • Cantata da: Koichiro Hori
  • Musica di: Takeo Watanabe
  • Anno d'incisione: 1977

Testo della sigla (Romaji):

Za-zan-zaa-za-zan Za-zan-zaa-za-zan
Za-zan-zaa-za-zan Za-zan-zaa-za-zan
Zanbotto 3, Zanbotto 3, Zanbotto 3, Zanbotto 3 Go!

Ai to yuuki to chikara to ga
Shizuka ni nemuru umi no soko
Tobitate tobitate tobitate
Mittsu no meka ga hitotsu ni natte
Seigi no sugata kyodai robotto
Sono na mo warera no Zanbotto 3
Tatakae warera no warera no nakama
Hiroi uchuu e habataite yuke

Za-zan-zaa-za-zan Za-zan-zaa-za-zan
Za-zan-zaa-za-zan Za-zan-zaa-za-zan
Zanbotto 3, Zanbotto 3, Zanbotto 3, Zanbotto 3 Go!

Umi to yama to oozora ni
Shounentachi no otakebi ga
Kikoeru kikoeru kikoeru
Mittsu no meka ga hitotsu ni natte
Shinpi no sugata kyodai robotto
Sono na mo warera no Zanbotto 3
Tatakae warera no warera no nakama
Hiroi uchuu e habataite yuke


Nota: C'è chi ricorda (tra i primissimi adattamenti regionali delle reti private) una sigla non ufficiale di Zambot 3 realizzata dal gruppo Cartoon Matti ("...tra le stelle, tra i pianeti, un eroe adesso c'è..."), ma la leggenda vuole che furono i potenti cori e gli accordi drammatici di Ike! Zambot 3 a rimanere incisi nei cuori di tutti i bambini in lacrime per il tragico destino dei protagonisti.